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Il caso “Torre Milano”: Guido Alberto Inzaghi commenta la sentenza del Tribunale penale su InGENIO

Il nostro Managing Partner, Guido Alberto Inzaghi, commenta su Ingenio la sentenza del Tribunale penale di Milano sul caso “Torre Milano”, che ha assolto gli otto funzionari comunali coinvolti nel procedimento relativo alla realizzazione della torre mediante SCIA.

Pur ritenendo che l’intervento avrebbe dovuto essere qualificato come nuova costruzione, con conseguente necessità di un titolo edilizio diverso dalla SCIA e la preventiva approvazione di un piano attuativo (in quanto l’edificio è più alto di 25 m e più denso di 3 mc/mq) il Tribunale ha escluso la responsabilità penale degli imputati, riconoscendo la buona fede dei funzionari alla luce dell’incertezza del quadro normativo.

Si tratta di una conclusione che si pone in contrasto con l’ultima sentenza del Consiglio di Stato di fine maggio, che aveva invece qualificato interventi di questo tipo come ristrutturazione edilizia.

Secondo Inzaghi, proprio questo rappresenta il profilo di maggiore interesse e criticità della pronuncia: essa conferma come il confine tra ristrutturazione edilizia e nuova costruzione sia tuttora caratterizzato da significative incertezze interpretative.

Negli ultimi orientamenti della giurisprudenza penale, infatti, numerosi interventi di demolizione e ricostruzione, anche in presenza di difformità soltanto marginali rispetto al manufatto preesistente, tendono ad essere ricondotti alla categoria della nuova costruzione.

Questa interpretazione, osserva Inzaghi, rischia di incidere negativamente sui processi di rigenerazione urbana, poiché la qualificazione dell’intervento come nuova costruzione comporta l’assoggettamento a un iter autorizzativo più complesso, fondato sul rilascio del permesso di costruire e, nei casi previsti, sulla preventiva approvazione di un piano attuativo, con inevitabili ricadute sui tempi di realizzazione e sui costi delle operazioni.

Per questo, Inzaghi evidenzia la necessità di completare la riforma del Testo Unico dell’Edilizia o, quantomeno, di rendere più efficiente la disciplina urbanistica e i procedimenti amministrativi.
Solo un quadro normativo chiaro, regole interpretative prevedibili e tempi autorizzativi certi possono garantire la competitività del mercato immobiliare e sostenere la rigenerazione urbana di Milano.