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Torre di via Stresa: una sentenza che può ridefinire il dibattito urbanistico

Guido Inzaghi è intervenuto su Milano Finanza commentando la sentenza di assoluzione relativa al caso della Torre di via Stresa, una decisione che potrebbe incidere significativamente sul futuro dell’urbanistica milanese.

Secondo Inzaghi, si tratta di una pronuncia particolarmente significativa perché potrebbe contribuire a riportare il confronto dal piano penale a quello amministrativo, restituendo maggiore certezza agli operatori e ai funzionari chiamati a rilasciare i titoli edilizi. La sentenza riguarda il caso della Torre di via Stresa, dove era stato contestato l’utilizzo di titoli edilizi diretti per un intervento che, secondo l’accusa, avrebbe richiesto la preventiva approvazione di un piano attuativo. Il Tribunale ha assolto gli imputati con la formula «il fatto non costituisce reato».

La rilevanza della decisione va oltre il singolo procedimento. La vicenda rappresenta infatti un banco di prova per una delle questioni più dibattute negli ultimi anni: la possibilità di realizzare determinati interventi edilizi tramite SCIA o permesso di costruire senza la preventiva approvazione di un piano attuativo.

Ma il vero tema che emerge dall’analisi di Inzaghi riguarda la necessità di una maggiore chiarezza normativa.

La sentenza potrebbe contribuire a ridurre l’incertezza che ha caratterizzato il settore immobiliare milanese, ma da sola non sembra sufficiente a garantire una piena ripartenza dei cantieri.

Le nuove regole adottate dal Comune dopo l’avvio delle indagini, infatti, si confrontano con strumenti urbanistici concepiti secondo logiche precedenti, generando possibili disallineamenti interpretativi.

Per questo, secondo Inzaghi, il sistema necessita di un intervento strutturale: da un lato una possibile revisione del Testo Unico dell’Edilizia, per chiarire il confine tra ristrutturazione e nuova costruzione; dall’altro una revisione del PGT coerente con il nuovo orientamento interpretativo.

La vicenda milanese dimostra ancora una volta come il tema centrale non sia soltanto la conclusione dei procedimenti giudiziari, ma soprattutto la costruzione di un quadro normativo chiaro, stabile e prevedibile. Una condizione essenziale per consentire agli operatori di investire, alle amministrazioni di decidere e alle città di programmare il proprio sviluppo.

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